Surface è un'arma a doppio taglio e potrebbe fare male a Microsoft. Parola di Acer

29.07.2012 23:26

 

Se non proprio ai ferri corti, i rapporti tra Acer e Microsoft sono tutt'altro che distesi a causa della decisione di ques'ultima di lanciarsi nella produzione di tablet. Secondo quanto riportato dal Financial Times il Ceo di Acer, J.T. Wang ha espresso la sua preoccupazione riguardo lo scossone che subirebbe l'ecosistema hardware qualora Microsoft non rinunciasse alle proprie intenzioni.

É fuori dubbio che il patto tacito stretto tra Redmond e i produttori di computer verrebbe meno, non è tuttavia in questi termini che la questione andrebbe affrontata. É legittimo, per i produttori di hardware, temere la concorrenza dei tablet made by Microsoft ma la posizione dell'azienda di Taipei è sicuramente spropositata; da una parte perché Windows 8 è una scommessa ancora da vincere, da questo punto di vista occorre tenere conto della forte spaccatura tra il nuovo sistema operativo e i suoi predecessori: come si integrerà nelle reti aziendali?

 

Gli utenti come accoglieranno la nuova UI? A legittimare le preoccupazioni di Acer vi è – va detto – l'assenza di alternative, considerando la relativa pochezza delle distribuzioni Linux e dei sistemi operativi targati Chrome e Firefox. Nel caso in cui i tablet Surface stravolgessero l'ecosistema (ed è ancora tutto da dimostrare) ne gioverebbe l'utente finale che si troverebbe al centro di una concorrenza spietata, ed è forse questa la vera paura di Acer che – in un comunicato diramato durante i primi giorni dello scorso mese di luglio – ha annunciato di volere rinunciare ai prodotti entry-level, lasciando in Europa alla consorella Packard Bell (acquistata nel 2008) il compito di occupare i segmenti di mercato "di bassa gamma".

Il nodo della questione potrebbe essere proprio questo: per riuscire ad affrontare Microsoft sul mercato dei tablet con Windows 8 Acer dovrebbe produrre hardware con performance ben superiori, proponendo quindi prodotti dal costo superiore, facendo perdere visibilità al proprio logo e partendo in posizione di forte svantaggio nel mercato dei tablet, rischiando di perdere un posto privilegiato su quel treno che entro pochi mesi diventerà affollatissimo.